La fragilità geriatrica è uno stato di aumentata vulnerabilità agli stressor, con ridotta capacità di mantenere l'omeostasi. Non è sinonimo di vecchiaia né di malattia: è una condizione clinica riconoscibile e misurabile, che si colloca tra il normale invecchiamento e la disabilità, con ampie possibilità di intervento preventivo.
Criteri di Fried e fenotipo della fragilità
I criteri fenotipici di Fried identificano cinque dimensioni della fragilità: calo di peso involontario, esaurimento auto-riferito, debolezza muscolare (misurata con dinamometria), lentezza del cammino e basso livello di attività fisica. La presenza di 3 o più criteri definisce la fragilità, di 1-2 la pre-fragilità.
Interventi efficaci nella pre-fragilità
La pre-fragilità è lo stadio più importante su cui intervenire: il danno non è ancora consolidato e le possibilità di reversibilità sono elevate. Esercizio fisico multicomponente (aerobico + resistenza + equilibrio), ottimizzazione nutrizionale, revisione della politerapia e intervento sui fattori di rischio cardiovascolare sono le strategie con maggiore evidenza.
Il programma di fragilità nel contesto domiciliare
Un programma domiciliare per la fragilità integra fisioterapista, nutrizionista, infermiere e medico in un percorso coordinato. Il monitoraggio periodico con strumenti standardizzati permette di valutare l'efficacia degli interventi e aggiustare la strategia nel tempo.
📚 Evidenze scientifiche
- Fried L.P. et al. (2001). Frailty in older adults: evidence for a phenotype. J Gerontol A Biol Sci Med Sci, 56(3):M146-56.
- Dent E. et al. (2019). Management of frailty: opportunities, challenges, and future directions. Lancet, 394(10206):1376-86.
- SIGot (2023). Fragilità nell’anziano: linee guida per la pratica clinica. Roma.